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La storia della testata
I primi venticinque anni di “Alpes Agia”, ora “Alpes”.
L’avventura editoriale di questa rivista ha raggiunto il prestigioso
traguardo del quarto di secolo!
Nei suoi venticinque anni di vita questa ‘testata’ ha documentato
l’evoluzione della società locale non mancando peraltro di fornire
proposte per uno sviluppo economico e culturale della realtà
provinciale, nella consapevolezza che la salvaguardia dell’ambiente
naturale ed antropico è elemento strategico per il futuro della
provincia di Sondrio.
Il primo numero di Alpes risale al lontano luglio 1980, quando, ad
opera di un piccolo gruppo di persone riunitosi in Comune di
Albosaggia, apparve il N.° O (unico) de L’Alpes Agia, Mensile
di Informazione, Cultura e Politica di Albosaggia, quattro pagine
formato 24x35 cm.
Il numero 1 del mensile, di quattro pagine, formato 33x48 cm, uscì
nel settembre 1980 come Supplemento a “il Lavoratore Valtellinese”,
con direttore responsabile Franco D’Alfonso e con Redattore
Aldo Genoni, divenuto poi Direttore editoriale.
Nel settembre 1982 egli, in un Editoriale, dichiarò raggiunti gli
obiettivi prefissati due anni prima al nascere di Alpes agia ed
espose quelli da realizzare nel futuro.
La rivista nel frattempo era passata a sei pagine e poi ad otto
pagine, con più rubriche, con più contenuti, nuovi collaboratori ed
una nuova ‘testata’, ricca di colore.
Nel corso degli anni successivi furono introdotte gradualmente
innovazioni grafiche e di formato, fino ad assumere l’aspetto
attuale: formato 21x30, e nuove ‘testate’, frutto della inventiva e
della collaborazione dell’architetto Giuseppe Galimberti.
Poi, a partire dal 2000, la rivista assunse la fisionomia che ha
adesso: Alpes Agia divenne Alpes - mensile dell’arco
alpino.
Perchè Alpes Agia?
Le motivazioni del nome della ‘testata’ e le finalità del mensile
sono riprese dal N.° 0 della Rivista.
“Secondo il Quadrio, storico valtellinese, l’attuale nome di
Albosaggia deriverebbe da questa ipotesi: anticamente nella Valle
dei Mani, detta pure oggi Val Mane, si sacrificava agli idoli
pagani, gli Dei Mani; con l’avvento del Cristianesimo la valle fu
battezzata col nome cristiano di Alpes Agia = Montagne Sacre,
da cui poi il nome di Albosaggia.
Questa ipotesi è avvalorata dal fatto che la chiesa di S. Salvatore,
di antichissimi tempi, eretta a 1300 mt di altezza intorno all’anno
537 d. C., situata quasi a confine tra il versante bergamasco e
quello valtellinese, pare sia stata addirittura un tempietto pagano
prima di divenire chiesa cristiana”.
La Rivista, nata come Alpesagia (montagna bianca), si pose
l’obiettivo di essere strumento di aggregazione per un paese come
Albosaggia disperso in numerose località e di più stretti contatti
tra Albosaggia ed i comuni orobici limitrofi: Faedo, Piateda e
Castello dell’Acqua nelle Orobie Orientali, Caiolo, Cedrasco, Fusine
e Forcola, nelle Orobie Occidentali.
Da qui l’aggiunta di un sottotitolo alla testata: giornale delle
Orobie.
Si pose anche l’obiettivo ambizioso di essere strumento di
collegamento tra il versante orobico valtellinese e quello
bergamasco; da qui nacque “Orobieinsieme”, incontro
valtellinese-bergamasco, che si tenne ad Albosaggia, località
Paradiso, con utilizzo e valorizzazione del Palazzo Paribelli, a
partire dall’estate 1991 e che ebbe grande successo.
Fu in questa fase che, per interessamento di Alpesagia, fu
sottoscritto un ‘protocollo di intenti’ tra la Comunità Montana
Valtellina di Sondrio e la Comunità Montana di Val Brembana in vista
di una collaborazione transorobica sul piano turistico-culturale.
La diffusione di bollettini comunali ed il successivo emergere del
ruolo culturale delle biblioteche comunali hanno poi indotto la
direzione e la redazione di Alpesagia ad avviare una nuova
fase di vita, con allargamento degli orizzonti all’arco alpino.
Da qui la nuova testata: Alpes.
Nel corso dei venticinque anni di vita vi è stato ovviamente un
alternarsi delle collaborazioni; vi è stato anche un ampliamento
delle aree di diffusione della rivista, non più limitata ad
Albosaggia ed alla fascia orobica valtellinese.
Da alcuni anni a Franco D’Alfonso è subentrato come Direttore
responsabile Pier Luigi Tremonti; Aldo Genoni è
rimasto Direttore editoriale e Giuseppe Brivio ha assunto il
ruolo di Redattore Capo.
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